La sollecitazione pressante dell’Epistolario di Sant’Annibale

Durante il lavoro di Postulatore Generale fino alla Beatificazione di Padre Annibale, leggendo quasi tutti i suoi scritti, soprattutto curando l’Epistolario  di Sant’Annibale costituito da oltre 2500 lettere, il sottoscritto è restato colpito non solo dalla frequenza con cui il Fondatore rievoca il Cuore di Gesù nella sua vita, nei suoi scritti, nei suoi insegnamenti.

Solo nell’Epistolario di Sant’Annibale, le citazioni del Cuore di Gesù ricorrono oltre 2000 volte. Non solo.

Ma vengono da lui rapportate col Sacro Cuore tutte le dimensioni o caratteristiche della sua spiritualità; tutte le sue opere; le conduzioni dei suoi Istituti; suore e religiosi; dottrine, interessi, idealità quali il nesso originario del Rogate dal e col Cuore di Gesù; zelo per la salvezza delle anime; Sacro Cuore e dono dell’Eucaristia; amore e servizio per i piccoli e i poveri; Gesù e Maria un solo Cuore; compassione e pene intime del Sacro Cuore, tutto.

Il presente saggio costa di due parti: la Prima Parte è Storica e presenta per intero i Voti dei Teologi Consultori per definire la santità eroica di S. Annibale M. Di Francia: giudizi che non tutti conoscono. Si accennano anche alcune vicende alquanto riservate vissute dal sottoscritto come Postulatore nella conduzione della Causa.

La Seconda Parte vuole presentare in sintesi la ricca dottrina sul Sacro Cuore con le parole stesse del Fondatore, del quale anticipiamo qui solo due caratteristiche espressioni, nelle quali è delineato in modo autobiografico lo stesso Fondatore:

a) “Questo Divino Cuore per noi è tutto; siamo a questo Divino Cuore consacrati, al quale apparteniamo noi, appartiene l’Opera, appartengono tutte le nostre povere fatiche, tutte le nostre intenzioni; sono del Cuore di Gesù le nostre Case, i nostri orfanotrofi, i nostri esternati e tutto è di quel Divino Cuore.

b) “[Gl’Istituti] hanno un fine tutto speciale, cioè penetrare nel Costato Santissimo di Gesù, vivere dentro quel Divino Cuore, sentirne l’amore, sposarne tutti gli interessi, compatirne tutte le pene, parteciparne il sacrificio; consolare quel Divin Cuore con la propria santificazione e con acquistargli anime, specialmente con l’ubbidire a quel Divino Comando uscito dal Divino Zelo del Cuore di Gesù quando disse: La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe.

Rogazionisti – San Cesareo (Roma), 2018
Ciro Quaranta R.C.J. già Postulatore della Causa