ANNIBALE MARIA DI FRANCIA (1851-1927)

Cenni biografici di Sant’Annibale Maria Di Francia

Annibale Maria Di FranciaAnnibale Maria Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851 e due giorni dopo venne battezzato ricevendo il nome di Maria Annibale. Aveva appena quindici mesi quando rimase orfano di padre. Questa triste esperienza predispose il suo animo a quella particolare tenerezza verso i fanciulli, specialmente orfani ed abbandonati.

Di indole incline alla pietà, sotto la guida di un buon padre spirituale, il cistercense Padre Ascanio Foti, sviluppò un grande amore per Gesù Sacramentato, tanto che all’età di undici anni fece la Prima Comunione e dopo qualche tempo poté ricevere il permesso di accostarsi quotidianamente alla Santa Comunione.

E proprio davanti al SS.mo Sacramento nella chiesa di San Giovanni di Malta, ancora giovanissimo, ebbe quella illuminazione che si può definire “Intelligenza del Rogate”, avvertì cioè la necessità di pregare per le vocazioni. Era stato colpito profondamente dal testo evangelico: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9, 38; Lc 10, 2).

Queste parole del Vangelo divennero l’intuizione fondamentale, il carisma di Annibale Maria Di Francia, lo scopo a cui dedicò tutta la sua esistenza, come egli stesso scrisse in occasione di un’udienza concessagli dal Papa S. Pio X nell’11 luglio 1909: “Mi sono dedicato fin dalla mia giovinezza a quella santa Parola del Vangelo: “Rogate ergo Dominum Messis ut mittat operarios in messem suam”. Nei miei minimi Istituti di beneficenza si leva una preghiera incessante, quotidiana, dagli orfani, dai poveri, dai sacerdoti, dalle suore, con cui si supplicano i Cuori Santissimi di Gesù e di Maria, il Patriarca S. Giuseppe e i santi Apostoli, perché vogliano provvedere abbondantemente la S. Chiesa di sacerdoti eletti e santi, di evangelici operai della mistica messe delle anime”.

Egli comprese che il “Rogate” non è una semplice esortazione del Signore, ma un comando esplicito, un invito pressante, un «rimedio infallibile». Motivo per cui la sua non è da considerare una scoperta transitoria o superficiale, ma il cuore di una vita e il principio animatore di provvidenziali fondazioni nella Chiesa.

Il Rogate, manifestazione dell’immensa carità del santo Fondatore, per sua espressa volontà divenne «spirito e vita» delle sue Istituzioni, oggi sparse nei cinque Continenti con benefiche attività caritative, apostoliche e vocazionali.

Giovane geniale e di notevoli capacità letterarie, appena sentì la chiamata del Signore rispose con prontezza, adattando questi talenti al suo ministero.

Indossato, infatti, l’abito ecclesiastico l’8 dicembre del 1869, espletò una fervida attività oratoria. Attività che esercitò durante tutta la vita come efficace mezzo di evangelizzazione, reso tale dalla chiarezza del suo linguaggio e dalla capacità di farsi comprendere dai ceti più umili, soprattutto poveri e bambini. Nel 1870 conseguì il diploma di maestro elementare che gli permise di non gravare sulla famiglia per il prosieguo degli studi e che tanto gli doveva giovare in seguito come educatore.

Completati gli studi ecclesiastici, il 16 marzo 1878 fu ordinato sacerdote. Qualche mese prima dell’ordinazione ebbe un provvidenziale incontro con un povero quasi cieco che gli additò la triste realtà sociale e spirituale di un quartiere periferico di Messina, indicato con le “Case Avignone”. Comprese subito che questo era il suo campo di apostolato e, chiesto il permesso a Mons. Giuseppe Guarino, suo Ordinario, si dedicò alla redenzione di quelle anime lasciate in balìa di se stesse.

Agli inizi del 1882 lo stesso Arcivescovo lo nominò Canonico, carica a cui Annibale Maria Di Francia, per umiltà, più volte cercò di rinunciare, ma inutilmente. Il suo ministero sacerdotale venne determinato, quindi, dall’impatto e dall’esperienza personale con la miseria materiale e morale delle “Case Avignone”, il luogo più povero di Messina. Un’esperienza fortemente segnata dalla croce.

In questo ambiente non si limitò al solo annunzio della Parola di Dio, ma ebbe cura costantemente della vita concreta, personale e sociale di quegli esseri infelici. In altre parole mise in atto ciò che definiva: “Spirito di doppia carità: evangelizzazione e soccorso dei poveri”. Nonostante le innumerevoli difficoltà, che tuttavia superò con incrollabile fiducia in Dio, non solo riuscì a risanare quel luogo di miseria, ma ivi iniziò i suoi Orfanotrofi, che in seguito mise sotto la protezione e la tutela di S. Antonio di Padova (da qui l’appellativo di “Antoniani”): l’Orfanotrofio femminile venne inaugurato l’8 settembre 1882, e quello maschile il 4 novembre dell’anno successivo.

Il 19 marzo 1887 fondò la Congregazione delle Figlie del Divino Zelo e, dieci anni dopo, il 16 maggio 1897 la Congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù.

Non si ritenne, tuttavia, mai il fondatore, bensì solo l’iniziatore, poiché, a suo avviso, il vero fondatore era Gesù Eucaristia, che, dopo due anni di intensa preparazione spirituale sua e dei poveri, aveva insediato per la prima volta nella cappella sacramentale delle “Case Avignone” il 1° Luglio 1886. Di questi anni è anche la provvidenziale iniziativa del “Pane di S. Antonio”, che tanti benefici doveva portare ai suoi Istituti.

Gesù Eucaristia è stato così sempre al centro della sua vita e delle sue Opere. Dopo faticose giornate in cui andava di porta in porta a chiedere la carità per i suoi poveri e per i suoi orfani, vegliava davanti a Gesù Eucaristia.

Annibale Maria Di Francia, pertanto, è stato un sacerdote dinamico proteso verso il prossimo, ma con gli occhi, il cuore e la mente rivolti a Dio.

“Dio e il Prossimo” è l’emblematico titolo del periodico con cui faceva conoscere le sue Istituzioni ai benefattori.

Dopo il disastroso terremoto del 1908, che rase al suolo la città di Messina, le sue Opere si trasferirono oltre lo Stretto. Non si risparmiò davanti a fatiche e difficoltà di ogni genere, non ultimo il pericolo scongiurato di vedere perire i suoi Orfanotrofi a causa delle ostilità provenienti da Autorità anticlericali e massoniche.

Fu costantemente animato da una carità senza limiti e senza calcoli”, senza interesse, senza finalità recondite, ma solo sorretta da una fede vivissima e guidata da criteri squisitamente soprannaturali, non solo nei confronti dei suoi assistiti, ma verso qualsiasi bisognoso, non ultimi i sacerdoti in difficoltà e le claustrali.

Per la diffusione del “Rogate” fondò nel 1897 la “Sacra Alleanza” per i vescovi, i prelati e i sacerdoti; mentre, tre anni dopo, ebbe dall’Arcivescovo di Messina, il permesso di istituire la “Pia Unione della Rogazione Evangelica del Cuore di Gesù” per tutti i fedeli. Questo amore per il “Rogate” culminò con la costruzione del magnifico Tempio dedicato alla “Rogazione Evangelica del Cuore di Gesù”, la prima ed ancora unica chiesa nel mondo dedicata alla preghiera per le vocazioni, diventata Basilica Pontificia Minore nel 2006.

Insieme ad una fede incrollabile fu sostenuto dal dinamismo della speranza. Una speranza in grado eminente che ha raggiunto il culmine nei «Voti (privati) di Fiducia». Questi furono i motivi per cui già durante la sua esistenza terrena è stato accompagnato da una chiara e genuina fama di santità, diffusa a tutti i livelli: “Santo lo riteneva il popolo: il popolo, dico; e intendo ogni persona, di qualsiasi categoria sociale, di qualsiasi pratica di vita, di qualsiasi convinzione”, come autorevolmente ha testimoniato Mons. Angelo Paino, arcivescovo di Messina. Il 1° Giugno 1927, Annibale Maria Di Francia si spegneva santamente, mentre fra la gente venne fuori una voce, che disse: “Si è chiusa la bocca che non disse mai no”, e un’altra: “Andiamo a vedere il santo che dorme”.

Adempiute tutte le pratiche processuali, il Papa Giovanni Paolo II, lo ha beatificato il 7 ottobre 1990, e lo ha poi solennemente canonizzato il 16 maggio 2004, auspicando di cuore “che l’esempio di Padre Annibale Maria Di Francia guidi e sostenga anche in questo nostro tempo l’azione pastorale per le vocazioni”.